da miralda | 27 Ott 2014 | 24-36 mesi, Il Cucchiaino di Mamma e Papà, Winterzauber

E’ autunno. Pieno e multicolor. Ora sì. Il tepore delle coperte ha cominciato a giocare a nascondino col freddo di fuori e quel cielo che ormai si fatica a trovare, tanto è bigio e grigio.
L’autunno ha fatto capolino in cucina, silenziosamente mentre per settimane sembrava ancora fine estate: ho cucinato a più riprese zuppe e vellutate che nei colori ricordano le foglie che ridacchiano sotto i nostri piedi. Crick, crock.
Le bambine (ma direi pure il piccolo Lui) hanno abbracciato cantando la nuova stagione: Alice e Lea hanno fatto a gara a sgranare i fagioli (e devo dire che questo è un ottimo sistema per trovarsi un chilo e più di borlotti belli e pronti senza fare nulla:-)), la sottoscritta ha comprato e ricomprato le castagne promettendo a tutti un montebianco e una zuppa, sono arrivate le prime zucche compresa quella per la notte del 31. E come ogni ottobre comanda (e compleanno di Alice) i cachi hanno segnato il passaggio dall’estate all’autunno.
I cachi. Alice ogni anno pone la stessa domanda, una sorta di piacevole riconferma: “Mamma al mio compleanno arrivano i cachi?”. Per lei, ecco complenano significa anche arrivo dei cachi. Con tutto il loro carico di arancione e la promessa di posatine nei semi.
Devo dire che quest’anno di semi non ne abbiamo ancora trovati (nonostante vi assicuro di cachi qui ne abbiamo consumati a cassette).
La passione cachi infatti ha trovato nuovi adepti, finendo pure nei piattini a colazione! Edo compreso:-)
Io non ho resistito e come mio solito mi sono data alle declinazioni. Dolci e salate.
Oggi vi presento la dolce. In realtà si tratta di una reinterpretazione di una torta facile, facile, tipica della mia zona che due anni fa è finita pure nel mio secondo libro, La Forchettina, come La torta dell’elfo. Perché il segreto sta tutto nel riposo notturno di pane, latte, cacao e biscotti e in quelle manine, piccole, piccole dell’elfo che arrivano ad ammorbidere e amalgamare.
In questa versione ho aggiunto i cachi (ma ci ho provato anche con mele e pere). Ci è talmente piaciuta che l’ho rifatta di fila per tre settimane e ogni volta mi dicevo che sarebbe durata almeno lo spazio di due giorni, considerata l’assuefazione. Nulla. Che vi devo dire qui piace ma piace proprio.
Dimenticavo. Nel mentre una pupa è diventata più grande: è ufficiale, ormai ci vogliono proprio due mani per contare i suoi splendidi 7 anni.
Quest’anno è stato tutto un po’ diverso, con il compleanno festeggiato in riva all’ultimo mare di stagione.

Insieme, io e lei abbiamo preparato dei biscotti, Frozen style (che qui l’Aliciotta adora Elsa, la sorella grande proprio come lei) da portare a scuola: ogni biscotto nella sua bustina, tutte rigorosamente nominate dalla pupa.


La ricetta della torta. Questo è un dolce che si fa un po’ ad occhio, a seconda delle vostre preferenze, più o meno cioccolato, più o meno morbida ( e degli avanzi disponibili:-)).
piesse: informazione di servizio. Sabato 8 novembre, ore 16.30, prima presentazione di Facciamo merenda! presso la libreria Librogiocando di Monza, via Vittorio Emanuele 13.
Ci sarà un laboratorio di disegno e colori per i più piccoli (della serie con Miss Cia potranno creare i loro compagni di merenda). E’ un piacere essere ancora una volta loro ospiti.
Per partecipare scrivete a: postmaster@librogiocando.it


Ingredienti (per una torta di diametro di circa 26 cm)
300 g di amaretti
300 g di biscotti secchi
200-300 g di pane secco
2-3 cucchiai di farina (io ho usato un mix di farro e riso)
100 g di cacao amaro
circa 1 l tiepido di latte
1 uovo
1 cucchiaio di olio di oliva delicato
la polpa di due cachi
100 g di cioccolato fondente (io un extra 75%)
un cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero di canna
mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere
50 g di pistacchi non salati
Procedimento
Prendete una ciotala bella capiente. Versate dentro amaretti e biscotti, con un cucchiaio di legno frantumateli (sfogando le tensioni della giornata, che questa torta è terapeutica prima e dopo!), aggiungete il pane a tocchetti e il cacao amaro. Infine bagnate a filo con il latte tiepido: mescolate nuovamente. Coprite con un panno e dimenticatevene fino al giorno successivo: ci penserà l’elfo ad ammorbidere tutto per bene (le mie pupe vanno matte per questa fase “notturna”).
Il giorno dopo, riprendete l’impasto, aggiungete l’uovo, la farina (più o meno a seconda della consistenza più o meno morbida che volete ottenere), lo zucchero, la vaniglia, il cioccolato sciolto a bagnomaria, metà dei pistacchi frantumati, il pizzico di sale, la polpa dei cachi e il lievito.
Ungete una teglia con l’olio, versate l’impasto e decorate la superficie con i pistacchi interi.
Cuocete in forno a 175° per circa 40 minuti.
da miralda | 20 Ott 2014 | 24-36 mesi, Dal Mondo, Il Cucchiaino di Mamma e Papà

Il lunedì necessita di destrezza e abilità. Per superare la sensazione “non ce la posso fà, ma proprio no”, per dribblare la lista di impegni che chissà perché di lunedì pesano doppio. A voi no? Per la sottoscritta sì, sarà che il fine settimana non è più quello di una volta (leggi riposo e relax sono andati altrove), sarà che di solito rimando un paio di consegne, se non assoluttisssssssimamente necessarie, dal venerdì al lunedì, sarà perché a volte capita l’imprevisto (tipo? oggi e domani due riunione scolastiche a ridosso della cena, e danza e piscina e devo fare quello e questo).
Spesso le amiche (ma anche le semplici ti “ho appena conosciuta”, ma se scrivi libri di cucina hai la riposta:)) mi chiedono come poter sopravvivere ai pasti. Avete presente no quel momento della sera fra le 19 e l2 20 (che se avete bambini che vanno a scuola ormai dopo le 20 impossibile cenare) quando dovete fare in modo che almeno i pupi abbiano le ginocchia sotto il tavolo? Bene, anche per me è una corsa.
Ho imparato che se però sono allenata e preparata tutto funziona meglio.
Di solito quindi pianifico, la spesa e le cene, gioco all’anticipo nel fine settimana (che due ma anche tre piatti già pronti sono un’ancora di salvezza, almeno nelle basi, come i brodi) per non ritrovarmi in fuorigioco alle 19. E faccio in modo di avere nel frigorifero ingredienti che i bambini amino e si possano interpretare velocemente. Per noi, sono soprattutto frutta e verdura di stagione, ma anche legumi veloci (ad esempio lenticchie decorticate o piselli spezzati), riso sia carnaroli sia thai/basmati, risoni (per pastine veloci risottate), uova, formaggi freschi (ricotta, robiola etc…).
C’è un ingrediente che abbiamo sempre adorato, diventato con l’andar del tempo un’abitudine presente nella lista della spesa. L’avocado. Non è a chilometro zero, lo so (anche se aspetto di poter assaggiare il frutto coltivato in Sicilia, ma non ancora trovato in giro). Però è fantastico. La cosa straordinaria? Persino Edo lo ama. Semplicemente schiacciato a forchetta, con una goccia di olio EVO e una di limone.
L’avocado ineffetti è una fonte fanstastica di Omega 3, acidi grassi insaturi e fonte di energia. La sua consistenza burrosa lo rende perfetto per i primi assaggi dei pupi.
Qui, da noi, a casa è l’alleato di tutte le salsine di accompagnamento insieme allo yogurt greco.
Naturale il pensiero dell’altra sera: se ci facessi delle tagliatelle giapponesi (udon, per intenderci) con dei pomodorini saltati poco poco, e della salsa di avocado profumata al coriandolo e arricchiata di mandorle tritate?
Facile, veloce e gustosa. Perfetta per questi ultimi giorni che sanno più di estate che di autunno.

Ingredienti (per 4 più un assaggio di avocado del piccolo Lui)
2 avocado maturi
una ventina di pomodorini pachino
un cipollotto fresco
olio extravergine d’oliva
qualche fogliolina di coriandolo
una decina di mandorle
sale
lime
200 g circa di udon (o tagliatelle)
Come si fa? In sprint. Lava i pomodorini, tagliali a metà e falli saltare per una decina di minuti in padella con del cipollotto affettato finemente e un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva. Aggiusta di sale e spegni. In alternativa puoi anche cuocere i pomodori a metà, disposti su carta da forno, leggermente salati e conditi con un filo di olio, in forno a 185° per 20 minuti.
Nel frattempo pulisci gli avocado, elimina la buccia e il nocciolo: frulla la polpa con un cucchiaio di olio, mezzo lime scarso, le mandorle, un pizzico di sale.
Aggiungi le foglie di coriandolo tagliuzzate. Cuoci le tagliatelle, condiscile con la salsa di avocado e i pomodorini e servi subito.
da miralda | 08 Ott 2014 | 12-18 mesi, Il Cucchiaino di Mamma e Papà, L'ora della merenda, Winterzauber

Ci sono cose che a distanza di cinque anni cinque ormai conoscete a memoria. Odio il lunedì, il mio motto è quello del Bianconiglio (uhm, sono in ritardo e bla, bla, bla), mi piace organizzare feste di compleanno e aperitivi improvvisati, amo stare negli aereoporti con un trolley in una mano e il tabellone delle partenze davanti agli occhi, adoro cinque o sei ingredienti che ritornano nella mia cucina (e stranamente piacciono anche alle pupe, sul piccolo Lui devo ancora indagare per bene). Fra questi ingredienti di sicuro, in questa stagione, c’è l’uva fragola. Perché è un frutto che mi ricorda un profumo. E ti permette di tornare bambino dopo il terzo, massimo quarto acino passato fra i denti.
Quest’anno abbiamo avuto la fortuna di avere un vero e proprio carico di uva fragola regalata per ben due volte dalla vigna del nonno di un’amica. Bene, con le bimbe ci siamo esercitate a schiacciare gli acini sotto la lingua, tanto da incuriosire pure il piccoletto che ha reclamato la sua parte.
Gli acini erano veramente tanti ma tanti. Ci ho fatto la focaccia con questa ricetta qui, un po’ di sugo d’uva (la ricetta è anche su Il Cucchiaino libro) e mi sono avventurata a pensare se non poteva funzionare un risotto (ecco, ma non l’ho fatto, se qualcuno ha notizie mi dica che qui d’uva ne abbiamo ancora).
L’altro giorno ci ho provato con la crema catalana. Alice e Lui adorano la versione classica, tanto che quest’estate l’ho sperimentata diverse volte anche a base di fragole, lamponi e pesche.

E perché non l’uva fragola? Detto fatto. Ho aggiunto qualche ago di rosmarino selvatico del terrazzo. E Alice si è divertita a decorare le cocotte come fossero un prato fiorito.

Dal riposo alla caramellatura con il cannello all’affondo del cucchiaino nella trama croccante il tempo pare essere durato quasi nulla (la piccola leoncina vince in simpatia:-))

Ingredienti (per tante cocotte)
600 ml di latte intero
4 tuorli
scorza di limone
vaniglia in polvere
1 cucchiaio di amido di mais (circa 40 g)
80 g di zucchero
un rametto di rosmarino
acini di uva fragola
zucchero di canna
Procedimento
Mettete a scaldare il latte con la scorza di limone e il rametto di rosmarino (che poi eliminerete). Sbattete i tuorli con lo zucchero e la vaniglia fino a ottenere una crema densa. Unite quindi la maizena a poco a poco, malgamandola per bene. Ora mescolate il latte caldo con la crema d’uovo continuando a girare. Rimettete sul fuoco e portate a ebollizione continuando a mescolare. Spegnete. Riempite delle cocottine con la crema, lasciate raffreddare per una decina di minuti, quindi decorate con gli acini di uva fragola.
Fate raffreddare in frigorifero per un paio d’ore, spolverate con zucchero di canna e caramellate con il cannello oppure sotto il grill del forno.
da miralda | 01 Ott 2014 | 6-9 mesi, L'ora della merenda, La colazione

Ho un nuovo amore. Ha gli occhi fra l’azzuro e il grigio e lo sguardo di qualcuno che già amo. Per lui contano poche cose, questo mi piace, è uno che sa fare delle scelte. Io vengo prima di tutto per la maggior parte della giornata. Vorrebbe correre, per ora striscia come un piccolo marine e deambula se gli si offre sostegno. Gli ho dedicato un libro, di ricette, per ora non ne ha ancora assaggiata una, ma l’haiku che c’è in calce, beh quello è una promessa.
Ama viaggiare ma si accontenta: un giro nel quartiere, una puntata al parco, una biciclettata al super. La sua risata ha il potere di farmi sorridere pure se è lunedì e il lavoro non gira come dovrebbe. E poco importa che la sua bocca abbia a malapena due denti. Il suo profumo? Lo adoro. La mia cucina? Gli piace. Tantissimo. Prendiamo questi nodini di pane. Alle mele.
Complici cassette di mele arrivate nella mia cucina, sto dando fondo alla mia creatività dolce e salata a base per l’appunto di mele. Ecco, giusto per dirvi, che arriveranno altre ricette.
Per tornare al “nuovo amore” ha gusti semplici, esigenze molto naturali e tanta curiosità. Oltre alla voglia di sboconcellare pane (sarà mica che ha preso dal papà?:-)). E’ anche un bisogno nostro, in parte perché mi piace, quando ci siamo tutti, mangiare insieme o quasi, cosa che al momento significa gestire il pasto con una quasi settenne, una duenne e un pezzettino e un pupo formato 8 mesi. Non è semplice, a volte regna una confusione che “vorrei scappare ma non c’è l’uscita” però ci piace così:-).

Siamo fortunati: Lea è adorabile, ha già abbandonato il seggiolone, ceduto al fratellino, e mangia da “solaaa” con cucchiaino e forchettina. Alice per lo più aiuta e beh Edo mangia, in fretta. Il piccolo Lui finisce la sua pappa e… ha bisogno di fare qualcosa per stare con noi. Il pane entra in gioco qui. Lo manipola, lo fa cadere, lo ciuccia, lo sboconcella a briciole.

L’altro giorno ho guardato le mele. Ho pensato “tò, non ho mai fatto il pane con le mele”. Chissà perché. Mi sono sembrate un’ottima soluzione per un impasto dalla vaga nota dolciastra per il formato svezzamento.
Ho deciso di creare dei piccoli nodini, d'”ammore”. Ne ho sfornati tanti da mettere da parte nel congelatore e utilizzare per piccole dediche quotidiane.
Ingredienti
300 g di farina Manitoba
50 g di farina di farro
50 g di farina di riso
1 bustina di lievito madre secco
1 bustina di malto d’orzo
100 ml di succo di mela 100%
2 cucchiai di olio EVO
80 g di ricotta vaccina
acqua quanto basta
1 cucchiaino di zucchero (o miele)
3 mele rosse dolci
Procedimento
Setacciate le farine con il lievito e il malto, aggiungete il cucchiaino di zucchero,
il succo di mela, la ricotta e l’olio e cominciate ad impastare. Unite dell’acqua tiepida tanta quanta ne occorre per ottenere un impasto morbido e omogeneo.
Mettete a lievitare per un paio d’ore in un luogo tiepido (ad esempio il forno a 30-35°).
Riprendi l’impasto e aggiungi le mele grattugiate (io ho lasciato anche la buccia perché mi piaceva quel rosso acceso), incorporandole per bene. Ora ricava tante piccole porzioni, lavorale ottenendo dei salsiciotti e annodali. Appoggia i nodini su carta da forno, spennelali con poco succo di mela e rimetti a lievitare per una mezz’oretta. Cuoci in forno preriscaldato a 200° per 10 minuti, abbassa a 185° per altri 10 minuti. Fai raffreddare. Se vuoi puoi congelare i panini ancora tiepidi in comodi sacchetti di plastica.
da miralda | 08 Set 2014 | 18-24 mesi, Il Cucchiaino di Mamma e Papà, L'ora della merenda, La colazione

Non esiste nulla ma proprio nulla che risolva anche per la frazione di qualche minuto un animo vagamente nostalgico, tendente al triste, come un dolce che sa di cioccolato. E’ il profumo che cammina per la cucina e abbraccia la casa, è quel piccolo morso soddisfatto che tacita qualsiasi altro pensiero.
Oggi è lunedì, credo il giorno che più mi sta antipatico dell’intera settimana, e soprattutto è un lunedì di inizio settembre con tutta la sua carica di “devo” in una lista lunga che fatico a controllare. Il lavoro da riprendere in mano, l’inserimento di Lea al nido (da mercoledì!), la ripresa della scuola di Alice (da lunedì), la piscina moltiplicata per tre col resto di un più uno (se decido di andarci pure io:-)), la danza per una raddoppiata a due giorni, il piccolo Lui che resta a casetta con mamma (ma soprattutto con nonna), etc…
Oggi è lunedì, di ritorno dalle due settimane sull’isola del mio cuore, giorni di mare, sole acceso e cielo terso, di risvegli lenti, sabbia, sale, tramonti di fuoco e tanto tempo da dedicare ai bambini.
Qui tre panoramiche dell’isola più bella che c’è:-)



Oggi è lunedì, e qui il sole è timido, la sua luce sa di autunno, il cielo è spento, l’aria rumorosa. E la sottoscritta estremamente nostalgica. Poi passerà, ma ora va così.
E’ stata un’estate che è corsa veloce, troppo veloce, anche questa è una costante ormai delle mie giornate. Già un momento in cui cominci a non contare più il tempo, a non sentire più i giorni lunghi, le vacanze immense, mi dico spesso che è tutta questione di anni. Oppure di figli. Oppure di giri di vita. Non è che sia così male, però di tanto in tanto mi fa rabbia la mia incapacità di avere mani che non trattengono come una volta.
E’ stata un’estate speciale, la prima in cinque, con la fatica gioiosa che questo comporta. Abbiamo viaggiato come sempre, fatto giri in bicicletta e in mare, piccoli aperitivi improvvisati sulla terrazza con qualcosa adatto a noi, le pupe e il pupo (sì, pure lui:-)), abbiamo trascorso il tempo per lasciare ricordi nei nostri figli e voglia di stare di nuovo insime.
Ogni tanto osservo tutto da fuori e mi stupisco pure io di questi tre pupi, per me una famiglia molto numerosa:-). Beh, non solo per me, visto che costante di tutta l’estate è stato un continuo chiedermi “Sono tutti e tre suoi? ahh, complimenti”, con osservazioni comiche tipo “Guarda, guarda (rivolto alla moglie di romano con due femmine, l’ultima appena nata), l’ultimo è un maschioooo, magari ci riesce anche a noi!”. ma anche “Se li metti fila fanno la scaletta” (ecco sì, e io la utilizzo per pulire le parti alte di casa:-)).
Conclusione: un figlio è poco, due sono la regola che vi conserva inosservati, tre vi mette al centro di aiuti (e commenti) inaspettati. Tipo che ho trovato in spiaggia due o tre nonnette all’occorrenza veramente utili:-).
Torniamo alla cucina che qui si è riaperta. Cioccolato, nostalgia e zucchine gialle. E’ nato così questo cake da declinare per la merenda o la colazione, ma anche da portare a scuola (che qui si sta per riaprire, e-v-v-i-v-a!), in tema vedete un po’ col mio libro in uscita il prossimo 18 settembre (segnatevi, “Facciamo merenda!, ediz. Gallucci), proprio dedicato alle merende.
La ricetta? Semplice e veloce, io ho utlizzato zucchine gialle (venete) ma è ottimo anche con quelle verde chiaro, piccole e dolci. Ho sostituito il burro con olio di semi, per un risultato più leggero, e combinato la farina 00 con farina di riso e avena.

Ingredienti
50 g di farina 00
100 g di farina di riso
40 g di farina di avena
50 g di cacao amaro
150 g di zucchero
3 uova
1 cucchiaio di estratto di menta naturale (anche smeplicmenete ottenuto facendo bollire una decina di foglie di menta in poca acqua e zucchero)
100 ml di olio di semi di girasole
2 zucchine gialle grattugiate
100 g di cioccolato fondente
foglie di menta piperita
nocciole tritate
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
Procedimento
Grattugiate le zucchine a julienne, frullate il cioccolato a pezzetti.
Dividete i tuorli dagli albumi, montate questi ultimi a neve. Lavorate i tuorli con lo zucchero e il pizzico di sale, unite quindi l’olio e l’estratto di menta. Aggiungete le zucchine (lasciandone una manciata da parte), le foglie di menta tagliuzzate e il cioccolato.
Ora versate le farine, il cacao e il lievito setacciati poco alla volta, amalgamando con il resto. Unite da ultimi gli albumi montati con movimenti dal basso verso l’alto lenti.
Ungete uno stampo da plumcake, verstae l’impasto e decorate la superficie con filetti di zucchine a julienne e nocciole tritate.
Cuocete in forno caldo a 185° per 30 minuti circa.

da miralda | 24 Dic 2013 | Winterzauber

Sto scrivendo davanti al camino, il lieve crepitio all’interno e le gocce di pioggia che cadono fitte fuori. E’ una strana Vigilia. Uno dei giorni che ho sempre amato e preferito durante l’anno. C’è Alice che disegna: i colori, i fogli hanno il potere di rapirla e renderla silenziosa come non le appartiene. Amo questa cosa, il suo mondo, il suo essere sospesa fra cielo e terra proprio come me.
Lui è fuori con Miss Lea, una quasi duenne con l’energia di una vera leoncina:-).
E io sono qui, dopo mesi che sono stati una corsa a ostacoli, puntellati da un continuo mantra di "un passo alla volta" (ehm, poco consono alla mia natura irrequieta).
Ho scritto poco in questo periodo, ma non potevo non aprire la mia pagina di diario per la Vigilia.
Oggi, nel pomeriggio, le pupe cucineranno con Lui (per la cronaca pare mi aspetti della pasta home made alle castagne, passatelli in brodo, cappone ripieno e del sorbetto al mandarino per farcire il nostro panettone). E io? Direi che a meno di due settimane dall’arrivo dell’omino di casanon ho le mie solite forze per fare, correre e pasticciare pare non averne. Mi godo il riposo, preparo il nido: tutine e maglioncini che sanno già di neonato, parole da lasciare sul suo diario di nascita, questa doppia attesa che cerco di afferarre prima che mi sfugga tra le dita.

E la ricetta? Uhm, in giro per il blog di Natali del Cucchiaino ce ne sono tanti, alcuni li abbiamo ricondivisi sul nostro profilo Facebook, altri li ritrovate girando e rigirando.
Noi come da nostra tradizione prepareremo latte alla cannella, biscotto e carota per Santa Claus e la sua renna dal naso rosso, cioccolata calda fatta in casa ai frutti rossi per la nostra merenda e piccole delizie pe rla cenetta a quattro, quasi cinque di stasera. Poi domani sarà già Natale, fuori dalle mura di casa, con nonni, cuginetti e amici…

Il mio omino di Pan Pepato.
Ingredienti
200 g di farina 00
100 g di farina integrale
100 g di nocciole finemente tritate
1 cucchiaino di spezie: cannella, anice stellato, chiodi garofano, zenzero (tutto in polvere)
2 uova
150 g di miele agli agrumi
1 cucchiaino di scorzetta di arancia e 1 cucchiaio di succo di arancia
glassa e frutti canditi per decorare
mezza bustina di lievito
latte condensato per lucidare
Procedimento
Mescolate la farina con il lievito, le nocciole tritate, la scorza di arancia e le spezie. Aggiungete le uova e il miele e lasciate riposare l’impasto per qualche ora.
Riscaldate il forno a 180°, riprendete la pasta e stendetela all’altezza di circa 1 cm: ritagliate i vostri omini (io ho utilizzato degli stampini deliziosi acqusitati l’anno passato a Zurigo, con tanto di cappellino, cravattino etc…).
Appoggiate i biscotti su carta da forno e spnnellateli con del latte condensato. Infornate per 15-20 minuti. Lasciate raffreddare, quindi decorate con una glassa a base di zucchero a velo, acqua e limone (per circa 100 g di zucchero prevedete un cucchiaio di acqua scarso e un cucchaiio di succo di limone).